La Lettera del Passato

Nel salone elegante di un hotel, illuminato da calde luci soffuse mentre fuori la pioggia batteva sui vetri, un uomo in abito scuro si vide avvicinare un bambino composto, anch’egli vestito di tutto punto. Il piccolo gli tese una busta da lettere chiusa da un sigillo di ceralacca decorato con due foglioline.

«Mi hanno detto di darlo soltanto a lei», disse il bambino con voce ferma.

L’uomo prese la busta, squadrandola con sospetto prima di chiedere: «Chi ti ha mandato?»

«Una donna che conosceva il suo vero cognome», rispose il bambino senza esitare.

Un’ombra d’inquietudine attraversò il volto dell’uomo. «Dov’è adesso?»

«Ha detto che prima deve leggere ciò che c’è sotto la fotografia», spiegò il piccolo mentre l’uomo apriva la busta ed estraeva una vecchia foto di famiglia in bianco e nero.

«Ha detto che uno dei volti è stato cancellato», aggiunse il bambino fissandolo negli occhi, «ma non dalla memoria.»

L’uomo rimase paralizzato di fronte all’immagine, conscio che il passato e le verità che credeva sepolte stavano per riemergere inesorabilmente.

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