La Danza delle Stelle

La terrazza del palazzo affacciata sul lago era avvolta nelle sfumature azzurre del crepuscolo. Sotto le lanterne dorate, la musica fluiva dolce, accompagnando le coppie che danzavano eleganti sul marmo lucido.

Un bambino in abito scuro si avvicinò a una donna, guardando con speranza la ragazzina seduta in sedia a rotelle. «Posso ballare con lei?», chiese con occhi brillanti.

La donna scosse leggermente la testa, rispondendo con dolce malinconia: «Non può camminare.»

«Non deve alzarsi per ballare», replicò lui senza esitazione, mostrando un sorriso puro e privo di dubbi.

La ragazzina in abito azzurro lo guardò, sorpresa e timorosa. «Non ti vergognerai di me?», sussurrò con voce incerta.

Invece di rispondere a parole, il bambino le tese la mano. Con grazia e naturalezza, prese a far ruotare la sedia a rotelle a ritmo di musica, guidandola in un valzer leggero sotto il cielo stellato. La tristezza negli occhi della ragazzina svanì all’istante, sostituita da una gioia luminosa.

«Come conosci il ballo di mio padre?», chiese lei, meravigliata da quella melodia così familiare.

Il bambino rallentò la danza, si fermò e tirò fuori dalla giacca uno spartito ingiallito dal tempo, coi bordi consumati. «Mi ha chiesto lui di finirlo insieme a te.»

Guardando le note tracciate su quel foglio antico, la ragazzina capì che quel momento non era un caso: era il regalo più prezioso di suo padre, un legame d’amore che la musica e la vera amicizia avevano reso eterno.

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